Home » Domande frequenti » Perché il medico doveva avere una cultura umanistica?

Perché il medico doveva avere una cultura umanistica?

Perché il medico doveva avere una cultura umanistica? - Il medico comunica

Un tempo, neanche tanti anni fa, a chi voleva fare medicina veniva raccomandato di avere una solida cultura umanistica. C’era un motivo? E tale raccomandazione ha ancora un significato?

Meno di cinquant’anni fa a chi voleva iscriversi alla facoltà di medicina veniva raccomandato di fare il Liceo classico e di avere, come base, una solida cultura umanistica.

Si diceva che la terminologia medica aveva radici greche, o al massimo latine, e quindi gli studi classici avrebbero poi facilitato l’apprendimento. Eppure esplorando, nel passato, ciò che i medici dovevano studiare per poter esercitare la medicina, e osservando anche culture molto diverse dalla nostra, emerge una realtà molto diversa e molto più motivata.

Gli studi del futuro medico comprendevano e richiedevano moltissime conoscenze umanistiche. Cultura pura? O forse per poter essere carismatici e autorevoli?

Nulla di tutto questo. Il medico doveva “semplicemente” studiare l’essere umano, in tutte le sue sfaccettature.

Riconoscere i sintomi, collegarli per fare una diagnosi, saper usare le terapie erano sostanzialmente considerati elementi tecnici, più facili da acquisire. Il tempo e le energie del futuro medico dovevano essere invece impiegati per conoscere l’essere umano, le sue paure e debolezze, il suo modo di pensare …

Certo, sono spiegazioni e riflessioni un po’ semplicistiche. Ma ancora oggi un ottimo medico aggiunge alla conoscenze tecniche la comprensione e la compassione, la capacità di dialogare col paziente. Un ottimo medico va oltre lo strumento diagnostico e terapeutico che usa.

[an error occurred while processing this directive]