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Medico e empatia: sfatiamo alcuni miti

Medico e empatia: sfatiamo alcuni miti - Il medico comunica

Il medico deve essere empatico o no? 

Un antico proverbio popolare recita: il medico pietoso fa la piaga gangrenosa. Come tutti gli antichi detti popolari ha un fondo di verità, ma non sempre viene compreso il significato profondo.

Qualcuno sostiene che il medico debba essere totalmente distaccato dal paziente, come una specie di sterminatore delle malattie armato delle sua scienza, e delle sue conoscenze. Esami, farmaci, chirurgia: strumenti da utilizzare con assoluta inflessibilità e totale disinteresse per il lato umano.

Ringrazio i medici che non sono così.

Alcuni sostengono che il totale distacco del medico sia uno strumento essenziale di lucidità e sopravvivenza: sempre a contatto con malattie, talvolta inguaribili, e dolore, se lasciasse prevalere l’aspetto umano o si lasciasse coinvolgere ne potrebbe essere travolto.

Questo è indubbio: ricordo ancora l’aneddoto su un primario di ginecologia allontanato a forza dai suoi collaboratori dalla stanza dove partoriva la figlia.

Ciò che alcuni dimenticano è che c’è una grande differenza tra comprensione e partecipazione, tra empatia e coinvolgimento emotivo. Molti medici applicano queste differenze nella loro attività quotidiana, con grandi risultati.

Parleremo, a lungo, di medico ed empatia. Ma per oggi, per favore, cominciate leggendo questo articolo: è pubblicato sul sito dell’AIFA … più “serio e rigoroso” di così non è possibile! 

Articolo AIFA