Home » Domande frequenti » Con quale cervello fai la diagnosi?

Con quale cervello fai la diagnosi?

Con quale cervello fai la diagnosi? - Il medico comunica

È noto, accertato, abbiamo tre cervelli: testa, cuore e pancia. Tu, con quale dei tre fai diagnosi?

La domanda è, chiaramente, provocatoria, ma il motivo, e il pensiero sottostante la domanda è davvero importante.

Pensate a situazioni complesse, diagnosi difficili. Ogni medico ha storie da raccontare.

Ne ho parlato con diversi amici medici: vi confesso che all’inizio mi hanno guardato male. Ma poi, ci hanno pensato su.

Le diagnosi “facili” sono lineari: anamnesi, sintomi, diagnosi. Sono diagnosi di testa, e talvolta persino la testa non deve impegnarsi poi molto per farle.

A volte, invece, la pancia o lo stomaco avvertono che c’è qualcosa di non totalmente chiaro: è il secondo cervello, quello dell’intestino, che ha il coraggio di andare oltre gli schemi tradizionali.

Altre volte ci si accorge, con una sensazione sottile, che forse il paziente non ha detto tutto, ha sottovalutato qualcosa, ha dimenticato un frammento. È il cuore che vi avverte, con l’empatia e la compassione, che c’è altro da indagare, da scoprire.

Si possono tacitare, sia la pancia che il cuore, e seguire i protocolli, o si possono ascoltare. E, ascoltandoli, si può generare il dialogo con la testa, andando a cercare nuove ipotesi e nuove soluzioni.

Credo sia improbabile fare diagnosi solo con la pancia o solo con il cuore, ma mi piacerebbe conoscere anche la vostra esperienza.

Un tempo si diceva che i grandi medici hanno grandi cuori: non è solo questione di bontà d’animo. Si può essere caritatevoli senza essere grandi medici, eppure qualcosa dei detti popolari ha un fondo di verità. È difficile essere grandi medici senza usare il cuore e la pancia poiché la testa, da sola, non si avventura oltre gli schemi, benché sia depositaria della creatività: le serve la pancia per il coraggio di osare.

E tu, con quale cervello fai diagnosi?